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I negoziati dell’UE sulla tassazione della nicotina si scontrano con priorità sanitarie contrastanti e con l’incertezza svedese.

Gli sforzi per aggiornare le imposte sul tabacco dell’Unione europea rimangono intrappolati tra approcci concorrenti alla politica sulla nicotina, con l’incertezza politica della Svezia che aggiunge un ulteriore ostacolo ai negoziati.

La proposta di revisione della direttiva sulla tassazione del tabacco aumenterebbe le accise minime sui prodotti del tabacco tradizionali e introdurrebbe imposte minime a livello dell’UE per i sacchetti di nicotina, le sigarette elettroniche e il tabacco riscaldato. La Commissione europea, che ha presentato la sua proposta nel luglio 2025, afferma che il quadro esistente deve riflettere l’evoluzione dei mercati e sostenere gli obiettivi del Piano europeo di lotta contro il cancro.

Al centro della controversia c’è il modo in cui la tassazione dovrebbe trovare un equilibrio tra il disincentivo al consumo di nicotina, in particolare tra i giovani, e gli incentivi per i fumatori adulti ad abbandonare le sigarette.

La Svezia sostiene l’armonizzazione di alcune norme fiscali, ma si è opposta alle aliquote minime che ritiene incoerenti con le differenze nel rischio dei prodotti. Nella sua risposta ufficiale alla proposta, il governo svedese ha respinto l’idea di tassare i sacchetti di nicotina allo stesso livello di alcuni tabacchi da fumo, sostenendo che i Paesi dovrebbero mantenere la possibilità di differenziare.

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I negoziatori hanno già preso in considerazione aliquote inferiori. Secondo il rapporto di settembre di The Examination, un compromesso elaborato sotto la presidenza cipriota del Consiglio ha ridotto la proposta di imposta minima sui sacchetti da circa 1,14 € a 0,64 € per confezione, a seconda del contenuto di nicotina. Secondo quanto riportato dalla pubblicazione, anche quella cifra inferiore rappresenterebbe più di quattro volte l’accisa attualmente in vigore in Svezia, pari a circa 0,15 € per confezione. Queste cifre riguardano l’accisa, non i prezzi finali al dettaglio.

Da allora, le difficoltà nella formazione del governo svedese hanno complicato il calendario. Il 15 ottobre Snusforumet ha riferito che una decisione ministeriale prevista per ottobre era stata rinviata a novembre, mentre proseguivano le trattative per la formazione della coalizione. La pubblicazione, curata dall’Associazione dei produttori svedesi di snus, ha suggerito che restavano possibili sia un ulteriore rinvio sia un cambiamento nella posizione negoziale della Svezia.

La distinzione tra opposizione e astensione potrebbe rivelarsi significativa. Le decisioni dell’UE che armonizzano le imposte indirette richiedono l’unanimità, ma un’astensione non impedisce l’adozione, secondo le regole di voto del Consiglio. Un’astensione svedese eliminerebbe quindi il proprio ostacolo, anche se l’accordo dipenderebbe comunque dagli altri Stati membri.

Gli attivisti per la salute pubblica sostengono che i prodotti a base di nicotina a prezzi accessibili rischiano di attirare nuovi consumatori e di alimentare la dipendenza. I produttori e i sostenitori della tassazione differenziata sostengono che differenze di prezzo sostanziali possono incoraggiare i fumatori a passare a prodotti alternativi. Gli interessi commerciali in gioco rendono particolarmente importanti le prove indipendenti.

Tali evidenze richiedono inoltre un’interpretazione attenta. Una revisione Cochrane del 2025, che ha esaminato quattro studi condotti su 284 fumatori, ha rilevato prove insufficienti per stabilire se i sacchetti di nicotina aiutino le persone a smettere di fumare. I risultati limitati a breve termine non possono stabilire la sicurezza a lungo termine o l’impatto complessivo sull’intera popolazione di un uso più diffuso.

La presidenza irlandese del Consiglio sta cercando un compromesso prima della fine del suo mandato a dicembre. I negoziatori devono conciliare le preferenze fiscali nazionali, le preoccupazioni per il consumo da parte dei giovani e le discussioni sulle alternative al fumo. La posizione finale della Svezia sarà importante, ma la sfida più ampia rimane quella di raggiungere un accordo su come tali obiettivi debbano tradursi in aliquote fiscali.

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