Oggi (2 ottobre) l’Hermes European Study Centre ha accolto con favore una nuova proposta guidata dall’Austria che chiede un Anno europeo dedicato all’attuazione e al consolidamento. Hermes plaude inoltre agli altri 14 Stati membri che hanno aderito al non paper: Repubblica Ceca, Danimarca, Germania, Estonia, Grecia, Italia, Lettonia, Lituania, Ungheria, Polonia, Portogallo, Slovenia, Slovacchia e Finlandia.
Presentato al Consiglio “Affari generali” il 22 settembre, il non paper chiede di porre maggiore enfasi sull’attuazione e sulla semplificazione della legislazione europea esistente, sulla riduzione degli obblighi di rendicontazione duplicati e sulla valutazione degli oneri normativi cumulativi prima di introdurre ulteriori livelli di regolamentazione. Hermes sostiene pienamente questo sforzo di semplificazione.
Il non paper propone una revisione sistematica dell’acquis dell’UE per determinare dove la legislazione rimane necessaria, dove i requisiti possono essere modernizzati o consolidati e dove gli obblighi amministrativi possono imporre costi senza un corrispondente valore aggiunto. Chiede inoltre che la nuova legislazione sia valutata in base ai suoi effetti sulla competitività, sugli investimenti e sull’innovazione.
Come affermano chiaramente i quindici governi: “La forza dell’UE non risiede nella densità normativa in quanto tale, ma nella qualità, nell’applicabilità, nella prevedibilità e nella credibilità della sua legislazione”.
L’iniziativa arriva nel momento in cui la stessa Commissione europea sta ampliando il suo programma di semplificazione. La Commissione ha fissato degli obiettivi per ridurre gli oneri amministrativi di almeno il 25% per le imprese e del 35% per le PMI entro la fine dell’attuale mandato, il che, secondo le sue stime, potrebbe ridurre i costi amministrativi annuali di 37,5 miliardi di euro.
Allo stesso tempo, è ancora in fase di sviluppo un cospicuo numero di atti legislativi. Il programma della Commissione per il 2026 comprende, tra le altre iniziative, la legge sull’economia circolare, la legge europea sui prodotti, la legge sull’equità digitale e la legge sui posti di lavoro di qualità. La Commissione sta inoltre riesaminando la Direttiva sui prodotti del tabacco e la Direttiva sulla pubblicità dei prodotti del tabacco.
Hermes sottolinea che rimane essenziale una più rigorosa applicazione delle norme contro il commercio illecito e la concorrenza sleale o distorsiva proveniente da paesi extraeuropei, comprese le pressioni associate all’eccesso di capacità industriale cinese. Tuttavia, l’applicazione delle norme può arrivare solo fino a un certo punto se, allo stesso tempo, l’Europa rende più difficile e costoso per le imprese legittime operare nel proprio territorio. La lotta al commercio illegale e alle distorsioni del mercato esterno deve quindi andare di pari passo con la riduzione dell’inutile complessità normativa all’interno del mercato unico.
“L’attuale iter legislativo dimostra perché il dibattito sulla semplificazione sta diventando sempre più rilevante”, ha affermato Giuseppe Tanga, Direttore dell’Hermes European Study Centre. “L’Europa non può risolvere un problema di competitività solo con misure repressive. La lotta al commercio illegale e alla concorrenza esterna sleale è essenziale, ma questi sforzi avranno un impatto limitato se le imprese europee continueranno a dover affrontare inutili complessità e obblighi sovrapposti nel proprio territorio. La semplificazione e l’applicazione devono essere perseguite congiuntamente”.
I principi stabiliti dai quindici Stati membri sono inoltre ampiamente in linea con l’impegno assunto dalla Commissione nell’aprile 2026 a favore di una “pulizia profonda della regolamentazione” volta a individuare disposizioni obsolete, sovrapposte, superflue o inutilmente complesse in vari settori, tra cui beni e servizi, tassazione, sanità, agricoltura, energia, clima e ambiente. La stessa Commissione ha affermato che norme più semplici consentono alle imprese di dedicare meno tempo alle pratiche burocratiche e più tempo all’innovazione, alla crescita e alla creazione di posti di lavoro.
L’Hermes European Study Centre esorta tutti gli Stati membri a sostenere questo lodevole sforzo di semplificazione e a garantire che la competitività, l’applicazione delle norme e la moderazione normativa siano considerate parti che si rafforzano a vicenda della stessa agenda europea.














