Dal disarmo nucleare e dalla guerra in Ucraina alla sicurezza idrica, a Gaza e all’intelligenza artificiale, il Kazakistan ha sfruttato l’Assemblea generale delle Nazioni Unite per sostenere che la cooperazione internazionale deve nuovamente produrre risultati tangibili.
In un momento di crescente divisione geopolitica, il Kazakistan ha lanciato un ampio appello per un rinnovato spirito di cooperazione internazionale, avvertendo che l’erosione della fiducia tra le nazioni minaccia sia la sicurezza globale, sia la capacità delle istituzioni internazionali di rispondere efficacemente alle crisi.
Intervenendo al dibattito generale dell’81ª sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York il 25 settembre, il ministro degli Esteri del Kazakistan Mukhtar Tileuberdi (nella foto) ha posto il ripristino della fiducia al centro del messaggio di politica estera del suo Paese.
Il Kazakistan, ha affermato, rimane fedele ai principi della Carta delle Nazioni Unite e considera il multilateralismo non come un concetto diplomatico astratto, bensì come un mezzo pratico per trovare un terreno comune e affrontare le sfide globali condivise.
Il discorso ha rispecchiato una tendenza sempre più evidente nel posizionamento internazionale del Kazakistan: le potenze di medio livello possono svolgere un ruolo più importante nel superare le divisioni geopolitiche in un momento in cui le relazioni tra le grandi potenze stanno diventando più difficili.
Tileuberdi ha avvertito che il diritto internazionale non può ispirare fiducia se viene applicato in modo selettivo e ha sostenuto che le istituzioni internazionali devono dimostrare la propria rilevanza attraverso i risultati.
Tale argomentazione si estendeva direttamente alla riforma delle Nazioni Unite stesse.
Il Kazakistan ha espresso il proprio sostegno all’iniziativa di riforma UN-80, ma ha sottolineato che la ristrutturazione dovrebbe essere giudicata, in ultima analisi, in base al fatto che l’organizzazione migliori nella prevenzione dei conflitti, nella risposta alle crisi e nel conseguimento di risultati per i suoi Stati membri.
La riforma del Consiglio di sicurezza rimane al centro di questo dibattito. Il Kazakistan ha chiesto una rappresentanza più ampia per l’Asia, l’Africa e l’America Latina, insieme a una voce più forte per i paesi in via di sviluppo e le potenze di medio livello.
Il Ministero degli Esteri kazako ha successivamente descritto l’intervento come una definizione delle priorità del Paese in materia di trasformazione politica, sicurezza internazionale, sviluppo sostenibile, tutela dell’ambiente e sicurezza idrica. (Governo del Kazakistan)
L’esperienza nucleare plasma il messaggio di sicurezza del Kazakistan
In nessun altro ambito il messaggio internazionale del Kazakistan è più profondamente radicato nella sua storia che nel tema delle armi nucleari.
Trentacinque anni dopo la chiusura del poligono nucleare di Semipalatinsk, il Kazakistan ha nuovamente utilizzato la piattaforma delle Nazioni Unite per sostenere il rilancio della diplomazia nucleare.
Dopo il crollo dell’Unione Sovietica, il Paese ha ereditato quello che all’epoca era il quarto arsenale nucleare più grande del mondo, ma in seguito ha rinunciato a quelle armi. Tileuberdi ha dichiarato all’Assemblea generale che questa esperienza ha dimostrato la convinzione del Kazakistan che l’abbandono delle armi nucleari abbia rafforzato, anziché ridotto, la sua sicurezza e la sua posizione internazionale.
Sullo sfondo delle rinnovate tensioni internazionali, il Kazakistan ha chiesto la ripresa del dialogo ad alto livello tra le potenze nucleari e si è detto pronto ad ospitare uno dei loro prossimi incontri.
Astana continua inoltre a promuovere la sua proposta di un’Agenzia internazionale per la sicurezza biologica come meccanismo per rafforzare la Convenzione sulle armi biologiche.
L’intervento è avvenuto immediatamente prima della Giornata internazionale per l’eliminazione totale delle armi nucleari, il 26 settembre. Analogamente, i funzionari delle Nazioni Unite hanno avvertito che i recenti fallimenti nel raggiungimento di un consenso sul disarmo e sulla non proliferazione hanno dimostrato la difficoltà di mantenere la cooperazione in un contesto internazionale sempre più diviso. (Ufficio delle Nazioni Unite a Ginevra)
Ucraina, esportazioni dal Mar Nero e sicurezza energetica
Il Kazakistan ha affrontato anche una delle sfide più delicate che l’Europa si trova ad affrontare.
Tileuberdi ha affermato che il suo Paese rimane profondamente preoccupato per la guerra in Ucraina e ha ribadito la posizione del Kazakistan secondo cui anche i conflitti più difficili devono essere risolti, in ultima analisi, attraverso la diplomazia e il negoziato.
Tuttavia, la dichiarazione si è spinta oltre affrontando esplicitamente gli attacchi che ledono gli interessi economici del Kazakistan stesso.
Il Kazakistan ha condannato i ripetuti attacchi di droni contro le infrastrutture utilizzate per l’esportazione del greggio kazako, compresi gli incidenti che hanno coinvolto navi mercantili nel bacino del Mar Nero.
Il governo ha sostenuto che tali attacchi mettono a rischio la navigazione civile, il commercio internazionale e la stabilità delle forniture energetiche globali, e ha chiesto che le infrastrutture civili critiche e la navigazione commerciale siano protette in conformità con il diritto internazionale.
Per l’Europa, la questione assume una dimensione ulteriore. Il Kazakistan è diventato un partner energetico e di trasporto sempre più importante per i mercati europei che cercano rotte di approvvigionamento diversificate tra l’Asia centrale e l’Europa.
Il discorso all’ONU ha quindi collegato la tradizionale enfasi diplomatica del Kazakistan sul dialogo con una preoccupazione più immediata: mantenere funzionanti i corridoi internazionali di trasporto e di energia durante i periodi di conflitto.
Gaza e un ruolo più ampio nel mantenimento della pace
Il Medio Oriente ha costituito un’altra parte sostanziale del discorso.
Il Kazakistan ha ribadito il proprio sostegno a una soluzione negoziata basata sulla coesistenza di due Stati, che preveda uno Stato palestinese indipendente e vitale che viva accanto a Israele in pace e sicurezza.
Ha inoltre sottolineato la necessità di assistenza umanitaria, protezione dei civili e ricostruzione a Gaza.
Il discorso ha sottolineato l’attuale contributo del Kazakistan alle operazioni di mantenimento della pace attraverso l’UNDOF e l’UNIFIL e ha affermato che il Paese è pronto ad assumersi responsabilità concrete nell’ambito degli sforzi di stabilizzazione previsti a livello internazionale.
Il Kazakistan ha inoltre dichiarato di voler aderire agli Accordi di Abramo, considerandoli una piattaforma diplomatica aggiuntiva che potrebbe rafforzare, anziché sostituire, il processo guidato dalle Nazioni Unite verso una soluzione basata sulla coesistenza di due Stati.
L’approccio è coerente con l’impegno più ampio del Kazakistan di mantenere relazioni tra blocchi politici in concorrenza tra loro, ponendo al contempo il dialogo al centro della sua politica estera.
L’acqua emerge come una questione di sicurezza globale
Tra gli elementi più lungimiranti del discorso c’è stato il tentativo del Kazakistan di dare maggiore risalto alla sicurezza idrica nell’agenda internazionale.
Per l’Asia centrale, la questione è particolarmente urgente.
L’acqua collega l’agricoltura, la produzione di energia elettrica, la resilienza climatica, la salute pubblica e le relazioni tra gli Stati vicini. Il Kazakistan ha sostenuto alle Nazioni Unite che gli attuali accordi globali per la gestione dell’acqua sono troppo frammentati per affrontare queste sfide.
Di conseguenza, il Presidente Kassym-Jomart Tokayev ha proposto la creazione di un’Organizzazione internazionale per l’acqua sotto l’egida delle Nazioni Unite.
Il suo obiettivo sarebbe quello di creare un sistema di governance internazionale dell’acqua più coerente e responsabile e di migliorare l’attuazione degli accordi tra gli Stati.
Il Kazakistan intende continuare a promuovere la proposta in vista della Conferenza delle Nazioni Unite sull’acqua del 2026 ad Abu Dhabi.
L’iniziativa si inserisce in un programma ambientale più ampio evidenziato nel discorso, che comprende il Vertice ecologico regionale tenutosi ad Astana e le proposte relative alla protezione del Mar d’Aral e dei sistemi fluviali dell’Amu Darya e del Syr Darya.
Il Ministero degli Affari Esteri ha inoltre sottolineato la sicurezza idrica come uno dei temi internazionali centrali proposti da Tileuberdi durante l’Assemblea Generale. (Governo del Kazakistan)
Il Kazakistan porta la governance dell’IA all’ordine del giorno della diplomazia
Il discorso ha inoltre dimostrato quanto rapidamente l’intelligenza artificiale sia passata dal settore tecnologico alla diplomazia internazionale tradizionale.
Il Kazakistan afferma di investire a livello nazionale nell’infrastruttura informatica, nelle capacità digitali e nelle competenze in materia di IA e di aver adottato sia una legge sull’intelligenza artificiale sia un nuovo codice digitale.
Tuttavia, Tileuberdi ha avvertito che lo sviluppo tecnologico senza una governance adeguata potrebbe aumentare le disuguaglianze, ampliare il divario digitale e introdurre nuovi rischi per la sicurezza.
Le implicazioni militari hanno ricevuto particolare attenzione.
L’uso dell’IA nella guerra e nelle operazioni informatiche, ha sostenuto il ministro, potrebbe avere conseguenze di vasta portata per la stabilità internazionale, rendendo sempre più importanti la supervisione umana e le norme internazionali.
Il Kazakistan ha quindi sostenuto una maggiore cooperazione internazionale attraverso i meccanismi delle Nazioni Unite che si occupano della sicurezza delle TIC e della governance dell’IA, promuovendo al contempo il Centro per le soluzioni digitali dell’Asia-Pacifico dell’ESCAP delle Nazioni Unite ad Almaty come piattaforma regionale per la cooperazione.
L’argomentazione di una potenza di media grandezza per ricostruire la fiducia
Nel loro insieme, le proposte costituiscono qualcosa di più ampio di un elenco delle priorità diplomatiche del Kazakistan.
Riflettono una tesi su come i Paesi al di fuori dei tradizionali blocchi delle grandi potenze possano operare in un sistema internazionale più frammentato.
Il Kazakistan sta cercando di integrare la propria esperienza di Stato disarmato dal punto di vista nucleare, di produttore di energia dell’Asia centrale, di Paese esposto a pressioni idriche transfrontaliere e di economia digitale sempre più ambiziosa in un unico quadro di politica estera.
Tale narrazione attribuisce un peso considerevole alle Nazioni Unite.
Piuttosto che sostenere che le istituzioni multilaterali siano diventate irrilevanti, la posizione del Kazakistan è che esse debbano diventare più rappresentative ed efficaci.
La conclusione del Ministro degli Esteri ha sintetizzato tale argomentazione in una semplice diagnosi: il sistema internazionale soffre di un deficit di fiducia, e la fiducia può essere ricostruita solo attraverso una maggiore cooperazione, non una minore.
Le istituzioni internazionali, ha affermato, devono produrre benefici tangibili, mentre gli Stati stessi devono onorare gli impegni e rispettare gli standard globali concordati.
La scelta dichiarata del Kazakistan è quindi “la cooperazione al posto del confronto”, accompagnata da una serie di proposte volte a tradurre tale principio in istituzioni, negoziati e iniziative internazionali concrete.
In un’Assemblea generale dominata da guerre, rivalità geopolitiche e preoccupazioni per il futuro dell’ordine internazionale, il messaggio del Kazakistan è stato che le potenze di medio livello non devono rimanere spettatrici.
Possono tentare di creare lo spazio diplomatico in cui la cooperazione prosegue quando le relazioni tra le grandi potenze diventano sempre più difficili.














