Connect with us

Hi, what are you looking for?

In primo piano

Il comitato CITES riconosce le riforme indiane in materia di importazione di specie selvatiche, mentre l’attenzione si sposta sui paesi esportatori.

La Francia e la Germania chiedono a gran voce una due diligence più ampia; la raccomandazione guidata dal Canada invia il Segretariato della CITES nei paesi esportatori, che potrebbero includere gli Stati membri dell’UE; all’India è stato chiesto di presentare un altro rapporto.

Mercoledì, il Comitato permanente della Convenzione sul commercio internazionale delle specie di flora e fauna selvatiche minacciate di estinzione (CITES) ha riconosciuto i progressi compiuti dall’India nell’inasprimento dei controlli sulle importazioni di specie selvatiche, pur mantenendo il Paese sotto osservazione e avviando una nuova linea di indagine sui Paesi che hanno rilasciato permessi di esportazione per gli animali in questione.

Riunito a Ginevra per la sua 81ª sessione, il Comitato ha chiesto all’India di presentare un’ulteriore relazione prima della prossima riunione. Non sono state proposte sanzioni commerciali né nuove misure di conformità.

Europa: sostegno con condizioni

La Francia ha accolto con favore le nuove Procedure Operative Standard (POS) dell’India per le importazioni di specie selvatiche, in vigore dal 16 ottobre 2026, ma ha esortato Nuova Delhi a estenderle oltre gli animali vivi a tutte le specie e i esemplari coperti dalla CITES. La delegazione francese ha inoltre chiesto una maggiore trasparenza e una costante supervisione da parte del Segretariato della CITES e dei comitati competenti. La Germania ha appoggiato la posizione francese.

Advertisement

Due parti europee non appartenenti all’UE si sono dimostrate più caute. Il Regno Unito ha riconosciuto l’impegno considerevole dell’India, ma ha sostenuto la necessità di un’ulteriore tornata di relazioni su come vengono attuate le nuove procedure e su quanto siano efficaci. La Svizzera ha affermato che erano necessarie ulteriori prove dell’attuazione.

Gli esportatori sotto i riflettori

Il risultato più significativo è arrivato dal Canada. La sua delegazione, rappresentata in seno al Comitato da Carolina Caceres, ha elogiato i progressi compiuti dall’India, ma ha espresso dubbi sul fatto che ulteriori relazioni da parte della sola India possano risolvere le questioni ancora in sospeso. Il Canada ha proposto che il Segretariato della CITES si rivolga direttamente ai Paesi esportatori e riesportatori per chiarire i dubbi sulle transazioni passate. La raccomandazione è stata adottata per consenso.

La decisione sposta parte dell’onere della prova dall’India, in quanto Paese importatore, alle autorità che hanno rilasciato le licenze di esportazione originali. Il Giappone ha sostenuto questo principio, sostenendo che gli Stati esportatori e riesportatori hanno la responsabilità primaria di stabilire l’origine legale e la tracciabilità degli esemplari prima del rilascio delle licenze. Anche il Kenya ha affermato che gli esportatori dovrebbero fornire la documentazione attestante che gli animali sono stati acquisiti legalmente.

Questo cambiamento ha una dimensione europea diretta. La Nuova Zelanda ha espresso preoccupazione per le esportazioni storiche di iguane figiane protette dall’Austria e ha chiesto un esame approfondito della due diligence svolta sia dalle autorità esportatrici che da quelle importatrici. Il caso dimostra che gli Stati membri dell’UE sono tra i paesi esportatori le cui pratiche di rilascio delle autorizzazioni potrebbero ora essere oggetto di esame.

Ampio sostegno all’India

Al di fuori dell’Europa, delegazioni tra cui Canada, Giappone, Brasile, Kenya, Indonesia, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti hanno elogiato o sostenuto le misure adottate dall’Organo di gestione CITES dell’India. Diversi hanno sostenuto che le riforme erano sufficienti per chiudere l’esame ai sensi dell’articolo XIII della Convenzione.

Sono intervenuti anche i Paesi coinvolti nelle transazioni oggetto di esame. La Repubblica Democratica del Congo ha confermato che l’India aveva condiviso le informazioni sulle misure adottate, mentre il Togo ha definito lodevole il lavoro dell’India e ha sostenuto la chiusura della revisione. Il Brasile ha fatto riferimento ai colloqui in corso sulla cooperazione in materia di conservazione riguardanti una specie estinta in natura, che, a suo avviso, potrebbero fungere da modello per future collaborazioni.

Santosh Tewari, dell’Organo di gestione CITES dell’India, ha illustrato le riforme introdotte da quando le preoccupazioni sono state sollevate per la prima volta in occasione della 79ª riunione del Comitato: accordi istituzionali più solidi, una cooperazione più stretta con le autorità straniere e controlli basati sul rischio sull’origine degli animali importati, sulle dichiarazioni di allevamento in cattività e sui documenti giustificativi. Il Segretariato della CITES ha confermato che l’India aveva finalizzato e adottato le nuove procedure di due diligence.

Impegni di Vantara

Vantara, la struttura di soccorso e conservazione della fauna selvatica di Jamnagar, nel Gujarat, ha partecipato alla riunione in qualità di osservatore. Ha dichiarato che le misure adottate nell’ambito della sua moratoria sulle importazioni di due anni sarebbero diventate una pratica istituzionale permanente anziché disposizioni temporanee e si è impegnata ad ampliare il sostegno alla conservazione negli habitat naturali delle specie. Ha affermato che la futura riproduzione a scopo di conservazione sarà condotta insieme ai Paesi dell’areale e mirerà a ripristinare le popolazioni selvatiche.

Cosa succederà adesso

L’India presenterà un’ulteriore relazione prima dell’82ª riunione del Comitato, mentre il Segretariato proseguirà le sue indagini presso i Paesi esportatori. Per i governi dell’UE, l’esito indica la necessità di prestare maggiore attenzione a entrambe le parti coinvolte nel commercio: la Francia e la Germania stanno esercitando pressioni per ottenere controlli più ampi sulle importazioni, mentre la raccomandazione canadese implica che ai paesi esportatori, potenzialmente compresi gli Stati membri dell’UE, potrebbe essere chiesto di rendere conto dei permessi che hanno rilasciato.

Click to comment

You May Also Like

Mondo

(ANSA) – ROMA, 30 NOV – I piani per una dura repressione degli uiguri in Cina sarebbero collegati ai più alti livelli della leadership...

In primo piano

Il presidente cinese Xi Jinping ha sottolineato che lo sviluppo scientifico e tecnologico deve mirare alle frontiere scientifiche globali, servire il principale campo di...

Mondo

Il presidente russo Vladimir Putin si è congratulato con le forze armate per “l’importante vittoria” ottenuta nella città di Avdiïvka, nell’Ucraina orientale, dopo essere...

Unione Europea

BRUXELLES – La Commissione Ue ha avviato la prima indagine approfondita sul ruolo potenzialmente distorsivo del mercato di sovvenzioni estere: riguarda il produttore cinese di...