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Trentatré anni di partenariato: Una relazione che è diventata maggiorenne

Di Roman Vassilenko, Ambasciatore della Repubblica del Kazakistan presso l’Unione Europea

Il 2 febbraio ricorre il 33° anniversario dell’instaurazione delle relazioni diplomatiche tra la Repubblica del Kazakistan e l’Unione Europea. Trentatré non è solo un numero. È un’età associata alla maturità, alla fiducia e alla capacità di guardare al passato con apprezzamento e al futuro con determinazione. Per molti versi, questo dato fotografa perfettamente lo stato attuale delle relazioni tra Kazakistan e Unione europea.

Quando il Kazakistan e l’Unione Europea stabilirono per la prima volta relazioni diplomatiche all’inizio degli anni ’90, entrambi stavano attraversando momenti di trasformazione storica. Il Kazakistan era appena emerso come Stato indipendente e stava tracciando la sua rotta in un mondo in rapida evoluzione. Anche l’Unione europea stava approfondendo la propria integrazione e ridefinendo il proprio ruolo globale. Quello che era iniziato come un dialogo cauto si è evoluto, nel corso di 33 anni, in un partenariato completo, resistente e orientato al futuro.

A trentatré anni, le relazioni non sono più definite dalla sperimentazione, ma dalla fiducia costruita attraverso l’esperienza. In più di tre decenni, il Kazakistan e l’UE hanno imparato a lavorare insieme attraverso il dialogo politico, il commercio e gli investimenti, l’energia, la connettività, l’istruzione, la cooperazione climatica e gli scambi interpersonali.

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Il nostro accordo di partenariato e cooperazione rafforzato, firmato nel 2015, copre 29 aree di interazione e testimonia questa maturità, fornendo un quadro strutturato e ambizioso che riflette la profondità del nostro impegno. Questa evoluzione ha raggiunto una nuova pietra miliare in occasione del primo vertice Asia centrale-UE tenutosi a Samarcanda nell’aprile 2025, dove i leader hanno affermato una visione strategica condivisa per una più profonda cooperazione regionale e interregionale.

L’Unione europea è il principale partner commerciale e investitore estero del Kazakistan, mentre il Kazakistan è un partner chiave per l’UE in Asia centrale. Nel 2025, il fatturato commerciale ha raggiunto i 45 miliardi di dollari e l’UE ha investito più di 200 miliardi di dollari dal 2005. Attualmente, oltre 4mila aziende europee operano in Kazakistan, tra cui Alstom, Claas, Carlsberg, Polpharma, TotalEnergies, Siemens, Airbus e altre.

Questi fatti sono significativi, ma i numeri da soli non raccontano l’intera storia. Ciò che conta è la comprensione condivisa che la nostra cooperazione non è transazionale, ma strategica – e inconfondibilmente umana – radicata nel rispetto reciproco, negli interessi comuni e nell’impegno per il multilateralismo, il diritto internazionale e lo sviluppo sostenibile.

A 33 anni si acquisisce anche la fiducia necessaria per affrontare apertamente le sfide. Gli ultimi anni hanno messo alla prova la stabilità globale, le catene di approvvigionamento e i presupposti consolidati in materia di sicurezza e cooperazione. In questo contesto, il Kazakistan e l’UE hanno dimostrato la capacità di impegnarsi in un dialogo onesto, di cercare soluzioni pragmatiche e di riaffermare principi condivisi. Come dice il proverbio kazako, “Eski dos – eki jana dostan artyq” – che significa “un vecchio amico vale più di due nuovi”, a testimonianza della fiducia duratura e dell’esperienza condivisa alla base del nostro partenariato. La visita del Presidente del Consiglio europeo Antonio Costain Kazakistan nel dicembre 2025 ha ulteriormente rafforzato questa traiettoria, evidenziando la volontà politica di entrambe le parti di tradurre le priorità condivise in risultati concreti.

La nostra cooperazione in materia di sviluppo sostenibile, transizione verde e digitale, materie prime essenziali e connettività regionale riflette la determinazione comune ad adattarsi e a guidare, anziché reagire.

C’è qualcosa di simbolico nel compiere 33 anni: è un’età in cui si capisce che la crescita è continua. Nel corso degli anni, ho visto il partenariato del Kazakistan con l’Unione europea trasformarsi in una relazione matura e lungimirante, in cui l’ambizione è fondata sull’esperienza e l’ottimismo è rafforzato da progressi reali.

Oggi il Kazakistan si trova sull’orlo di una profonda e ampia riforma costituzionale, mentre continua a perseguire una politica estera equilibrata e costruttiva, cercando di contribuire alla creazione di un ordine globale equo.

Nel frattempo, l’UE, di fronte allo sconvolgimento senza precedenti di alcune delle sue relazioni più tradizionali, cerca di approfondire il suo impegno con partner affini in tutto il mondo, compresa l’Asia centrale.

Siamo quindi tenuti a lavorare insieme ancora più strettamente, poiché le responsabilità condivise e gli interessi convergenti rendono la cooperazione non solo auspicabile ma anche necessaria, in particolare in settori critici come la connettività dei trasporti, l’agricoltura, la trasformazione verde e digitale, l’istruzione e il rafforzamento dei legami tra le nostre società.

I 33 anni di relazioni diplomatiche non sono solo un momento per riflettere sui progressi compiuti, ma anche per guardare avanti con fiducia. Siamo convinti che gli anni a venire avvicineranno ancora di più il nostro partenariato e le nostre società, guidati dal dialogo, dalla fiducia e dalla comune convinzione del valore duraturo della cooperazione e dell’amicizia.

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