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Il compromesso sulla tassa sul tabacco a Cipro mette in luce una profonda spaccatura all’interno del Consiglio dell’UE

La Presidenza cipriota del Consiglio dell’UE ha elaborato una nuova bozza di compromesso TED, discussa mercoledì 21 gennaio dal Gruppo di lavoro sulle questioni fiscali. In particolare, propone di ridurre l’aliquota minima delle accise e di concedere un periodo di transizione.

Il tentativo della Presidenza cipriota di sbloccare un accordo sulla riforma del quadro fiscale dell’Unione Europea in materia di tabacco e nicotina ha invece messo a nudo le profonde divisioni politiche ed economiche all’interno del Consiglio, secondo i funzionari che hanno avuto familiarità con le discussioni tenutesi questa settimana.

Un testo di compromesso rivisto, diffuso da Cipro ed esaminato ieri (21/01/2026) dal Gruppo di lavoro del Consiglio sulle questioni fiscali (accise), era stato concepito per far avanzare i negoziati sulla revisione della Direttiva sulle accise del tabacco (TED), da tempo in corso. Invece di prendere slancio, la discussione ha sottolineato quanto gli Stati membri siano ancora lontani da una posizione comune su uno dei dossier fiscali e di salute pubblica più delicati dell’UE.

La riforma trae origine da una proposta presentata dalla Commissione europea nel 2025, volta a modernizzare le norme sulle accise che risalgono a più di un decennio fa. L’iniziativa della Commissione mira ad aumentare i livelli minimi di tassazione sui prodotti del tabacco tradizionali, estendendo per la prima volta le accise minime a livello europeo ai nuovi prodotti a base di nicotina, come le sigarette elettroniche, i prodotti a tabacco riscaldato e le bustine di nicotina.

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Fin dall’inizio, la proposta ha diviso gli Stati membri secondo linee già note. Mentre alcuni governi ritengono che accise più elevate e armonizzate siano uno strumento fondamentale per ridurre il consumo e sostenere gli obiettivi sanitari a livello dell’UE, altri vedono rischi economici e di applicazione significativi in forti aumenti delle imposte applicati a mercati nazionali molto diversi.

In questo contesto, la Presidenza cipriota del Consiglio ha cercato di riposizionare il dibattito. La sua bozza non abbandona l’architettura della Commissione, ma ne ricalibra gli elementi chiave, tra cui i livelli di tassazione e la velocità di attuazione. Secondo i funzionari coinvolti nelle discussioni, la Presidenza ha inquadrato l’approccio come una necessità politica piuttosto che come una ritirata politica.

Secondo quanto riferito, diversi Stati membri hanno accolto con favore l’atterraggio più morbido proposto da Cipro, sostenendo che gli aumenti repentini rischiano di alimentare il commercio illecito, erodere il gettito fiscale e sopraffare le autorità nazionali preposte all’applicazione della legge. Per questi governi, un quadro più graduale e flessibile è considerato essenziale per mantenere il controllo sui mercati legali evitando conseguenze economiche indesiderate.

Altri non sono convinti. Diverse delegazioni hanno sottolineato, durante la riunione del Gruppo di lavoro, che un’attenuazione delle aliquote minime o un’estensione eccessiva dei periodi di introduzione graduale potrebbero compromettere la motivazione della direttiva in materia di salute pubblica. Questi Paesi continuano a sostenere che solo un’azione decisa in materia di accise può affrontare i differenziali di prezzo, gli acquisti transfrontalieri e i livelli di consumo nel mercato unico.

Il risultato è una nota situazione di stallo del Consiglio. Ieri non è emerso alcun accordo su parametri chiave come le aliquote minime, la categorizzazione dei prodotti o le scadenze. I funzionari hanno sottolineato che il testo di Cipro rimane un documento di lavoro, una delle tante versioni di compromesso che potrebbero essere riviste ancora.

L’unanimità rimane l’ostacolo principale. A differenza della maggior parte della legislazione dell’UE, la politica fiscale richiede il consenso di tutti gli Stati membri, dando a ciascuna delegazione nazionale un effettivo diritto di veto. Questa realtà istituzionale continua a condizionare i negoziati, costringendo la Presidenza a bilanciare punti di vista fondamentalmente diversi sulla riduzione del danno, la sovranità fiscale e l’intervento sul mercato.

Cresce anche la pressione del tempo. Cipro si trova di fronte a una finestra sempre più ristretta per dimostrare i progressi compiuti, prima che il dossier rischi di passare a una futura Presidenza con poco più che note tecniche a testimonianza di mesi di discussioni. Di conseguenza, i recenti colloqui si sono concentrati meno sulle ambizioni principali e più su sequenze, esenzioni e meccanismi di flessibilità.

Una volta che il Consiglio avrà raggiunto una posizione, ci si aspetta che il Parlamento europeo esamini la riforma, ma per ora il campo di battaglia decisivo rimane quello dei governi nazionali.

Il compromesso di Cipro ha chiarito che lo sforzo dell’UE per rivedere la tassazione del tabacco e della nicotina non è più solo un esercizio tecnico. È diventato un test per verificare fino a che punto gli Stati membri sono disposti ad allineare gli obiettivi di salute pubblica con le realtà economiche e se l’unanimità nella politica fiscale rimane compatibile con le più ampie ambizioni normative dell’UE.

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