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Il Presidente Ahmed al-Sharaa visiterà Washington DC

Con una mossa storica, il presidente Ahmed al-Sharaa si recherà a Washington DC questo mese per un colloquio innovativo con i leader della Casa Bianca sul futuro della Siria.

L’incontro segna la prima visita ufficiale di un leader siriano a Washington.

All’ordine del giorno ci saranno discussioni sulla rimozione delle sanzioni esistenti, sulla ricostruzione della Siria devastata dalla guerra e sull’attuazione di misure antiterrorismo.

Questa visita segue l’importante viaggio di settembre di Sharaa a New York, dove si è rivolto all’Assemblea generale delle Nazioni Unite.

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Tecnicamente, Siria e Israele sono ancora in guerra ma hanno avviato negoziati da quando Sharaa ha preso il potere dall’ex leader Bashar al-Assad alla fine dello scorso anno.

Il Presidente degli Stati Uniti, Doanld Trump, è intenzionato a far avanzare il processo di pace e ha espresso la speranza che la Siria si unisca agli Accordi di Abraham, un gruppo di Paesi arabi impegnati a costruire relazioni con Israele.

L’incontro tra Trump e Sharaa è estremamente importante per contribuire a rafforzare le relazioni diplomatiche tra Stati Uniti e Siria, dopo decenni di allontanamento.

Se i colloqui tra i due leader andranno a buon fine, potrebbero spianare la strada per attrarre gli investimenti stranieri tanto necessari per aiutare a ricostruire le infrastrutture decimate della Siria e incoraggiare le imprese a tornare nel Paese per aiutare a riparare l’economia.

Il primo punto all’ordine del giorno deve essere la rimozione delle sanzioni esistenti: il governo statunitense ha votato per l’abrogazione del Caesar Act, ma le restrizioni sono ancora in vigore, il che significa che l’economia siriana rimane in crisi.

Sebbene i funzionari statunitensi concordino sulla necessità di un’azione rapida, la Siria deve prima rispettare alcune condizioni, che saranno riesaminate ogni 120 giorni.

Il governo statunitense vuole che la Siria si impegni negli sforzi globali per sconfiggere l’ISIS, mantenga relazioni pacifiche con i Paesi vicini, salvaguardi i gruppi minoritari all’interno della Siria, cessi di finanziare o ospitare qualsiasi organizzazione terroristica, rimuova i combattenti stranieri dalle istituzioni statali e indaghi su qualsiasi abuso dei diritti umani da quando il regime di Assad è stato rovesciato.

La Siria ha già iniziato a fare passi avanti verso la pace, ritirando le armi pesanti nel sud del Paese, dove le truppe israeliane occupano attualmente nove postazioni.

In seguito ai colloqui tra Israele e Siria, Sharaa ha confermato i piani di disarmo dell’area e la speranza che le truppe israeliane tornino alle loro posizioni precedenti.

Secondo le fonti, Israele e la Siria sono pronti a firmare un accordo di sicurezza – una mossa che contribuirà a consolidare le relazioni con gli Stati Uniti e a incoraggiare la rimozione delle sanzioni.

Si prevede inoltre che Sharaa firmerà un accordo per unirsi all’alleanza internazionale guidata dagli Stati Uniti contro l’ISIS.

La partnership sarà particolarmente storica, dato che Sharaa ha guidato in passato la propaggine siriana di al-Qaeda e aveva una taglia statunitense di 10 milioni di dollari sulla sua testa.

Il suo gruppo anti-Assad si è staccato dalla rete circa dieci anni fa e si è poi scontrato con l’ISIS.

Il rafforzamento delle relazioni della Siria con Washington contribuirà inoltre a ridurre il rischio di balcanizzazione, allentando le tensioni geopolitiche e limitando l’influenza regionale russa e iraniana.

Il successo dell’incontro tra Trump e Sharaa è imperativo per la ricostruzione della Siria e darà il via agli investimenti, rafforzerà l’economia e aumenterà la fiducia sia dei civili siriani che della comunità imprenditoriale in generale.

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