Il valore strategico del turismo: motore economico, asset reputazionale – e la pietra miliare della convocazione del Global Tourism Forum 2025 a Bruxelles
Mentre l’economia globale entra in una nuova fase di ripresa, trasformazione digitale e riallineamento della sostenibilità, il ruolo del turismo è emerso ben oltre le nozioni tradizionali di vacanze al sole e al mare. Oggi è un motore fondamentale per la crescita economica, l’occupazione, la forza del marchio nazionale e persino la diplomazia. In questo contesto, il Global Tourism Forum 2025 (GTF), tenutosi a Bruxelles il 20-21 ottobre, ha offerto un momento tempestivo e di alto livello per ricalibrare il modo in cui le destinazioni, i governi, gli attori del settore privato e le organizzazioni internazionali pensano ai viaggi e al turismo.

Perché il turismo è importante dal punto di vista economico e della reputazione
Impatto economico
Il turismo è diventato un importante contributo strutturale per molti Paesi. Nell’Unione Europea i dati parlano chiaro: nel 2022, le industrie legate al turismo (alloggio, ristorazione, agenzie di viaggio/tour operator, trasporto passeggeri) impiegavano circa 12,3 milioni di persone – circa il 7,7% delle persone impiegate nell’economia aziendale e più di un quinto (21,4%) dell’occupazione nel settore dei servizi. Commissione europea+2Commissione europea+2

Inoltre, nei Paesi OCSE, prima della pandemia il settore turistico contribuiva in media al 4,4% del PIL e al 6,9% dell’occupazione; in molti Paesi dell’UE la quota è significativamente più alta. OCSE
Il World Travel & Tourism Council (WTTC) riferisce che nel 2024 il settore dei viaggi e del turismo dell’UE ha contribuito al PIL per quasi 1,8 trilioni di euro – più del 10% dell’economia – e si prevede che creerà 4,5 milioni di nuovi posti di lavoro entro il 2035. Consiglio mondiale dei viaggi e del turismo

In breve, il turismo non è più “solo” un settore di svago: opera come leva per la creazione di posti di lavoro, l’attrazione di investimenti, il potenziamento delle infrastrutture e la crescita dell’industria dei servizi. Importante per la reputazione dei Paesi, svolge anche un ruolo nella costruzione del marchio, nella connettività internazionale (hub aeroportuali, centri congressi) e nella diplomazia culturale.
Importanza reputazionale e strategica
Al di là dei numeri, il turismo contribuisce alla percezione di un Paese a livello internazionale. Una forte offerta turistica segnala apertura, cultura accogliente, infrastrutture moderne e connettività. Contribuisce a rafforzare il marchio nazionale, sostiene l’esportazione di cultura e servizi e può integrare le relazioni diplomatiche (ad esempio attraverso eventi commerciali inbound, partnership turistiche o marketing congiunto).

Inoltre, in un’epoca di soft power, la capacità di una destinazione di attrarre visitatori – siano essi turisti di piacere, d’affari, congressisti o ecoturisti – diventa un indicatore di competitività. Come si legge in un recente commento, “lungi dall’essere un settore associato esclusivamente al tempo libero, il turismo rappresenta oggi un motore strategico… di investimenti, diplomazia e sviluppo sostenibile”. Reporter UE+1
Quindi, per i Paesi – soprattutto nel contesto dell’Unione Europea – il caso è sempre più chiaro: investire nel turismo non è discrezionale ma strategico.

Considerazioni e avvertenze
Detto questo, la crescita e la centralità del turismo comportano anche delle sfide: dall’overtourism e dagli impatti sulle comunità locali (in particolare nelle destinazioni urbane o insulari più popolari) alle pressioni sulla sostenibilità, agli impatti sul clima e alle vulnerabilità del mercato del lavoro (ad esempio, l’occupazione stagionale, il lavoro a tempo parziale).
Ad esempio, Eurostat sottolinea che molti posti di lavoro nel settore del turismo sono a tempo parziale e ad alta intensità di manodopera giovane; la quota strutturale delle imprese è in gran parte costituita da microimprese. Commissione europea+1

Inoltre, con l’aumento della popolarità delle destinazioni, i rischi di reputazione (come il sovraccarico delle infrastrutture, il degrado ambientale o il malcontento sociale) diventano reali. Gestire bene il turismo diventa quindi importante quanto attirarlo.
I punti salienti del Global Tourism Forum 2025 a Bruxelles
Il Global Tourism Forum 2025, tenutosi a Bruxelles con il duplice tema “Ridefinire il turismo in un mondo che cambia” e “Rimodellare le economie attraverso il turismo”, ha fornito un’ampia piattaforma per riunire i leader governativi, i responsabili dell’industria, gli investitori, gli accademici e i marketer delle destinazioni. Istituto del Turismo+1

Alcune delle caratteristiche principali e dei risultati ottenuti:
- Location e simbolismo: l’organizzazione del Forum a Bruxelles, sede delle principali istituzioni europee, ha collegato il turismo al dialogo politico a livello europeo e ha sottolineato la rilevanza del settore al di là dell’ospitalità. Giornalista UE
- Portata e ampiezza: il programma ha visto la partecipazione di oltre 100 relatori provenienti da più di 70 Paesi, tra cui capi di Stato, ministri, amministratori delegati e innovatori. Istituto del Turismo+1
- Tra i temi centrali: il turismo sostenibile, il ruolo dell’intelligenza artificiale e dei dati nei viaggi, il turismo e la governance urbana, l’emancipazione delle donne e dei giovani nel settore, il passaggio dell’aviazione e dell’ospitalità a modelli più ecologici e il ruolo del turismo nella geopolitica e nella resilienza economica. Reporter UE+1
- Investimenti e innovazione: Il Forum ha posto l’accento sulla trasformazione del dialogo in accordi. Una delle sessioni di discussione era intitolata “La questione del turismo da 10 trilioni di dollari – dove andranno i soldi intelligenti?”. Istituto del Turismo
- Risultati: Sebbene non siano ancora disponibili dati completi sul dopo-evento, il Forum è servito come punto di convergenza per potenziali partenariati pubblico-privati, iniziative di destination branding e collaborazioni tra tecnologia e sviluppo. La presenza di attori di alto livello suggerisce che il turismo viene sempre più inquadrato come un pilastro della strategia economica, non solo come industria dei servizi.

Implicazioni per la strategia turistica europea
Per l’UE e i suoi Stati membri, la convergenza di incentivi economici, reputazionali e strategici intorno al turismo segnala diversi imperativi politici:
- Integrazione del turismo in una politica economica più ampia – Riconoscere il turismo come parte della strategia industriale (crescita dell’industria dei servizi, connettività, innovazione) piuttosto che come settore “morbido”.
- Crescita sostenibile e inclusiva – La crescita deve essere allineata ai limiti ambientali, al benessere delle comunità locali e alla creazione di posti di lavoro equi. Il Forum ha sottolineato che la sostenibilità è la chiave per un successo continuo. Commissione europea
- Turismo guidato dall’innovazione – Gli strumenti digitali (AI, analisi dei dati), la nuova mobilità, le destinazioni intelligenti e le esperienze immersive stanno diventando fattori di differenziazione. I Paesi che li adottano rafforzeranno la loro reputazione.
- Branding e diplomazia delle destinazioni – Il turismo può sostenere la proiezione di soft-power, la diplomazia culturale e la costruzione dell’immagine nazionale. È opportuno un coordinamento tra enti del turismo, promozione del commercio/esportazione, agenzie culturali e politica estera.
- Resilienza e diversificazione – La pandemia ha messo in luce le vulnerabilità del turismo. Costruire la resilienza (diversificando i mercati di origine, prolungando le stagioni, bilanciando i flussi nazionali/internazionali) aiuta a mantenere la stabilità economica.
- Misurazione e politiche basate sui dati – Dati accurati sui contributi del turismo (PIL, occupazione, impatto sugli ecosistemi) consentono politiche più intelligenti. I dati del WTTC e di Eurostat dimostrano quanto sia importante per una pianificazione credibile.

Il futuro
Il Global Tourism Forum 2025 ha rafforzato un crescente riconoscimento: il turismo non è periferico ma centrale per il successo economico e reputazionale dei Paesi. Per l’Europa, ciò significa dedicare al settore l’attenzione strategica che merita, combinando investimenti, innovazione, sostenibilità e governance. Mentre gli Stati membri e le autorità regionali guardano al futuro, il messaggio è chiaro: il turismo non è un’economia del dono; è una risorsa che deve essere gestita, pianificata e coltivata.
Come abbiamo visto a Bruxelles, il futuro del turismo non sarà definito solo da un maggior numero di visitatori, ma da visitatori più intelligenti, destinazioni più intelligenti e strategie più intelligenti.
Con lo slancio acquisito al Forum, la prossima sfida sarà quella di tradurre l’ambizione in azione, garantendo che i guadagni economici del turismo rafforzino anche l’inclusione sociale, la tutela dell’ambiente e la salute a lungo termine delle destinazioni.














