Unire i continenti, trasformare il futuro – Dieci anni del quadro di cooperazione strategica UE-Kazakistan
Il 25 ottobre, quando il Kazakistan celebra la sua festa nazionale, segna anche una pietra miliare di profondo significato geopolitico ed economico: dieci anni dalla firma dell’Accordo di cooperazione strategica con l’Unione europea, formalmente incarnato nell’Accordo di partenariato e cooperazione rafforzata (EPCA).
Per i politici di Bruxelles e i diplomatici degli Stati membri dell’UE, la costante ascesa del Kazakistan come partner affidabile, riformista e lungimirante rappresenta una delle storie di successo più silenziose della politica di azione esterna dell’UE. Nell’ultimo decennio, quello che era iniziato come un impegno pragmatico è maturato in un’alleanza strutturata e strategica, che comprende commercio, energia, transizione verde, connettività e governance multilaterale.
Una partnership radicata nella strategia, non nella convenienza
Quando l’EPCA è stato firmato ad Astana nel dicembre 2015, pochi avevano previsto quanto il Kazakistan sarebbe diventato centrale nel calcolo strategico in evoluzione dell’UE. Comprendendo 29 aree politiche, l’accordo è stato concepito per spostare le relazioni “oltre l’energia”, incorporando la cooperazione in materia di Stato di diritto, sviluppo sostenibile, investimenti, scienza e tecnologia e diritti umani.
Sebbene l’accordo sia entrato in vigore solo nel marzo 2020 dopo la ratifica da parte di tutti gli Stati membri dell’UE, da allora è diventato la pietra miliare dell’impegno di Bruxelles con l’Asia centrale. Per la Commissione europea e il Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE), l’EPCA ha fornito l’architettura istituzionale per un’agenda in espansione – dalla facilitazione del commercio ai corridoi di trasporto, dall’energia pulita all’istruzione superiore.
Il dialogo politico ad alto livello – attraverso i Consigli di cooperazione annuali, le sottocommissioni settoriali e le commissioni parlamentari di cooperazione – garantisce ora che il partenariato non sia solo dichiarativo ma anche operativo.
“Il Kazakistan è diventato un partner fondamentale nella matrice della politica estera dell’UE – stabile, aperto al dialogo e strategicamente situato al crocevia tra Europa e Asia”,
osserva un alto funzionario del SEAE a Bruxelles.
“La nostra cooperazione oggi riflette fiducia reciproca, risultati pratici e interessi condivisi a lungo termine”.
Commercio, investimenti ed energia: costruire un futuro interdipendente
L’Unione europea rimane il principale partner commerciale e il principale investitore del Kazakistan, con quasi il 48% degli afflussi totali di IDE e circa il 40% del suo commercio estero. Alla fine del 2024, il commercio bilaterale raggiungerà i 48,7 miliardi di dollari, con un aumento del 16,9% rispetto all’anno precedente, sottolineando la solidità e la profondità del partenariato.
Oltre 3.000 imprese affiliate all’Europa operano oggi in Kazakistan, nei settori dell’energia, della produzione, della finanza, della logistica e della tecnologia digitale, da Shell e TotalEnergies a Siemens, Airbus e Schneider Electric.
I capitoli dell’EPCA sulla facilitazione del commercio, la protezione degli investimenti, la proprietà intellettuale e la convergenza normativa sono stati determinanti nell’attrarre questa ondata di investimenti, dando alle imprese europee fiducia nella traiettoria di riforme e nel contesto legale del Kazakistan.
Altrettanto trasformativa è stata l’evoluzione del Kazakistan nel partenariato energetico. Tradizionalmente un importante fornitore di petrolio, gas e uranio, il Kazakistan sta ora emergendo come un partner chiave nella transizione industriale verde dell’UE, in particolare attraverso l’energia rinnovabile, la produzione di idrogeno e le materie prime essenziali.
L’agenda per le materie prime, le batterie e l’idrogeno
Firmato a Bruxelles nel novembre 2022, il partenariato strategico UE-Kazakistan sulle materie prime sostenibili, le batterie e l’idrogeno rinnovabile esemplifica come entrambe le parti stiano ridisegnando la narrativa sulle risorse in un partenariato industriale attento al clima.
Nell’ambito di questo accordo, una tabella di marcia dettagliata adottata nel 2023 prevede progetti congiunti di mappatura geologica, raffinazione, riciclaggio, integrazione della catena del valore e cooperazione nella ricerca. Cofinanziate dall’UE, dalla BERS e da investitori privati, sono già in fase di sviluppo le prime iniziative nel settore delle terre rare e delle infrastrutture per l’idrogeno.
Per l’UE, questo partenariato si allinea perfettamente con la legge europea sulle materie prime critiche e con la strategia Global Gateway, rafforzando la sicurezza dell’approvvigionamento e riducendo la dipendenza strategica da mercati monofonte. Per il Kazakistan, rappresenta una diversificazione industriale, un trasferimento di nuove tecnologie e l’accesso all’architettura di investimenti verdi del mercato unico.
“La nostra cooperazione sulle materie prime critiche non riguarda l’estrazione, ma l’innovazione, la creazione di valore e gli standard condivisi”, ha dichiarato il commissario europeo per l’Energia Kadri Simson al Forum sugli investimenti UE-Kazakistan 2024 a Bruxelles.
“Il Kazakistan è diventato centrale per l’ecosistema europeo dell’energia pulita”.
Connettività: Il Corridoio di Mezzo diventa maggiorenne
La guerra in Ucraina e la ridefinizione delle rotte commerciali globali hanno portato il ruolo del Kazakistan nella connettività eurasiatica in primo piano nella politica dell’UE. La via di trasporto internazionale transcaspica (TITR), nota come Corridoio di Mezzo, è ora un’arteria strategica che collega l’Asia all’Europa attraverso il Kazakistan, il Mar Caspio, il Caucaso meridionale e il Mar Nero.
Nell’ambito del Global Gateway Investment Package dell‘UE per l’Asia centrale, annunciato a Samarcanda nell’aprile 2025, sono stati stanziati più di 12 miliardi di euro per la modernizzazione del corridoio, i sistemi doganali digitali, la logistica verde e l’interoperabilità delle frontiere – gran parte dei quali incanalati attraverso il Kazakistan.
La DG MOVE della Commissione europea, insieme ai partner kazaki, sta coordinando l’allineamento dei nuovi standard ai corridoi TEN-T, garantendo un flusso commerciale più fluido e una migliore connettività multimodale. Il sostegno dell’UE al potenziamento dei porti di Aktau e Kuryk sottolinea ulteriormente la posizione del Kazakistan come chiave di volta nella strategia di diversificazione est-ovest dell’UE.
Governance, riforme e valori: dialogo a distanza
Oltre all’economia, il partenariato UE-Kazakistan ha mantenuto una forte dimensione normativa: il dialogo sulla governance, lo Stato di diritto e i diritti umani. Il dialogo UE-Kazakistan sui diritti umani, che si tiene annualmente dal 2008, continua a fornire una piattaforma aperta per l’impegno tra istituzioni, società civile e partner internazionali.
La delegazione dell’UE ad Astana e il Consiglio d’Europa stanno inoltre ampliando i programmi di assistenza tecnica per la riforma giudiziaria, la politica anticorruzione e l’impegno civico dei giovani, settori sostenuti sia dal Parlamento europeo che dalla DG NEAR della Commissione.
Sebbene i progressi siano incrementali, il proseguimento del dialogo sottolinea la fiducia dell’UE nell’impegno piuttosto che nell’isolamento. Le riforme costituzionali del Kazakistan dal 2022 – tra cui il decentramento, l’introduzione di una Corte costituzionale e i passi verso il pluralismo politico – sono state valutate positivamente da Bruxelles.
Guardare avanti: il prossimo decennio di cooperazione UE-Kazakistan
Gli ultimi dieci anni hanno consolidato una base di fiducia reciproca e di interessi condivisi. Il prossimo decennio dovrà concentrarsi sull’attuazione e sull’innovazione.
Le priorità principali per i responsabili politici di Bruxelles e per i riformatori di Astana includono:
- Approfondire il partenariato industriale verde – scalare le joint venture nell’idrogeno, nella produzione di batterie e nei progetti di economia circolare nell’ambito del Global Gateway e della BERS.
- Migliorare la connettività – armonizzando le dogane, la logistica e la documentazione digitale lungo il Corridoio di Mezzo per renderlo una valida alternativa alle rotte settentrionali.
- Espandere gli scambi nel campo dell’istruzione e della ricerca – attraverso Horizon Europe, Erasmus+ e l’Istituto europeo di innovazione e tecnologia.
- Introduzione di standard ESG e di trasparenza – per garantire che i rapidi investimenti nelle industrie estrattive siano accompagnati da garanzie di governance e responsabilità.
- Rafforzare l’impegno parlamentare e della società civile – approfondendo il livello democratico della cooperazione.
Un partenariato maturo con rilevanza globale
Il costante atto di equilibrio del Kazakistan – mantenere la sua diplomazia multivettoriale e approfondire i legami con l’Europa – è diventato un modello di politica estera pragmatica in un’epoca di incertezza multipolare.
Per l’Unione Europea, il partenariato con il Kazakistan illustra come Bruxelles possa allineare valori, interessi e autonomia strategica attraverso un dialogo costante e investimenti credibili.
Il 25 ottobre 2025, festa nazionale del Kazakistan, Bruxelles saluta non solo un partner prezioso, ma anche un amico fidato in Asia centrale, la cui stabilità, apertura e ambizione rispecchiano le aspirazioni europee per un’Eurasia pacifica, connessa e sostenibile.













