La Cina minaccia contromisure dopo la mossa di Trump su Hong Kong

La Cina ha assicurato contromisure verso gli Usa dopo che oil presidente americano Donald Trump ha firmato sia la legge sulle sanzioni ai dirigenti cinesi per le nuove regole sulla sicurezza nazionale a Hong Kong e alle banche che hanno attività con loro sia l'ordine esecutivo che chiude lo status di partner commerciale preferenziale per l'ex colonia.

"La Cina prenderà le necessarie risposte a tutela dei suoi legittimi interessi e imporrà sanzioni contro rilevanti dirigenti ed entità Usa", ha detto il ministero degli Esteri in una nota.

Pechino si "oppone con forza" alle ultime azioni americane che violano "gravemente il diritto internazionale le norme di base delle relazioni internazionali, si legge ancora nella nota che esorta Washington a smettere di interferire nei suoi affari interni. La Cina ribadisce "l'incrollabile determinazione e la volontà di salvaguardare la sovranità nazionale", assicurando che i tentativi della parte americana di ostacolare l'attuazione della legge sulla sicurezza nazionale di Hong Kong "non avranno mai successo". Pertanto, "esortiamo gli Usa a correggere i propri errori" astenendosi dalle interferenze "in questioni puramente interne", conclude la nota.

Intanto il New York Times ha deciso di trasferire a Seul una parte dei propri giornalisti della redazione di Hong Kong in seguito alle crescenti preoccupazioni per la nuova legge sulla sicurezza imposta da Pechino nell'ex colonia britannica.

La nuova legge, scrive il Nyt sulla sua edizione online, "ha turbato le testate giornalistiche ed ha creato incertezza sulle prospettive della città come hub del giornalismo". Secondo il piano, i reporter rimarranno a Hong Kong, ma il team che si occupa dell'edizione digitale verrà trasferito gradualmente.

"Riteniamo che sia prudente elaborare piani di emergenza e iniziare a distribuire il nostro corpo redazionale in tutta la regione".


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