Un nuovo sondaggio sottolinea un chiaro messaggio della Groenlandia: la stragrande maggioranza dei suoi cittadini si oppone all’adesione agli Stati Uniti, ribadendo l’impegno dell’isola all’autodeterminazione e suscitando forti reazioni in tutta Europa. Secondo il sondaggio, commissionato dai media groenlandesi e danesi, circa l’85% degli intervistati ha respinto l’idea che la Groenlandia lasci il Regno di Danimarca per unirsi agli Stati Uniti, con solo il 6% a favore e il 9% indeciso. I risultati evidenziano una profonda resistenza locale al controllo esterno, anche in presenza di un crescente interesse geopolitico per l’Artico.
I leader europei respingono le rivendicazioni statunitensi
La pubblicazione del sondaggio ha riacceso la preoccupazione europea per le pressioni esterne sulla sovranità della Groenlandia. I leader di Francia, Germania, Italia, Polonia, Spagna e Regno Unito hanno pubblicamente appoggiato il primo ministro danese Mette Frederiksen nel difendere l’integrità territoriale della Groenlandia dopo le rinnovate avances statunitensi, sottolineando che “la Groenlandia appartiene al suo popolo” e che il suo futuro “spetta alla Danimarca e alla Groenlandia, e solo a loro, decidere”.
A Bruxelles, i funzionari dell’UE hanno rafforzato questa posizione. Il presidente del Consiglio europeo Charles Michel, insieme alle controparti di tutto il blocco, ha sottolineato che l’UE e i suoi Stati membri rispettano il diritto internazionale, la sovranità degli Stati artici e il diritto della Groenlandia all’autodeterminazione di fronte alla concorrenza strategica esterna. Il quadro politico dell’UE per l’Artico – progettato per promuovere la cooperazione pacifica nel Grande Nord – sostiene esplicitamente l’integrità territoriale e la scelta democratica delle comunità artiche.
Autonomia strategica e impegno nell’Artico
L’episodio della Groenlandia ha alimentato anche un più ampio dibattito europeo sull’autonomia strategica. Il capo della politica estera dell’UE, Kaja Kallas, ha recentemente avvertito che l’Europa deve rafforzare le proprie capacità diplomatiche e di difesa, pur mantenendo una solida cooperazione con la NATO, soprattutto alla luce delle pressioni esercitate dalle grandi potenze, tra cui Stati Uniti, Russia e Cina. Ha sottolineato l’importanza di ridurre le vulnerabilità strategiche dell’Europa e di rafforzare la sua voce indipendente negli affari di sicurezza globale.
Il Presidente francese Emmanuel Macron ha descritto la situazione come un “campanello d’allarme” per l’Europa, auspicando un maggiore impegno della NATO e dell’UE nell’Artico e una maggiore vigilanza sulle dinamiche della sicurezza regionale. I suoi commenti fanno eco alle preoccupazioni di Bruxelles, secondo cui incidenti come la controversia della Groenlandia sottolineano la necessità per l’UE di approfondire la sua presenza geostrategica nel Grande Nord.
Perché la Groenlandia è importante per l’Europa
La Groenlandia rimane un partner geopolitico fondamentale per l’UE nonostante non faccia parte dell’Unione. La Groenlandia gode di uno status unico di Paese e Territorio d’Oltremare (PTOM) associato all’UE in base al Trattato sul funzionamento dell’Unione europea e alle successive decisioni del Consiglio, che consentono un’ampia cooperazione in materia di pesca, sostenibilità e sviluppo economico.
Lo stesso Artico è una priorità crescente per Bruxelles, in quanto il cambiamento climatico ridisegna l’accesso alle risorse naturali e alle nuove rotte marittime, elevando al contempo la competizione strategica tra le potenze globali. I politici dell’UE sostengono che il rispetto della sovranità della Groenlandia – e la garanzia che le sue scelte siano guidate dalle voci locali – è parte integrante del mantenimento della stabilità e della cooperazione nella regione.
Voci locali e solidarietà europea
Per i groenlandesi, il sondaggio riflette più di una reazione alle pressioni esterne: esprime un fermo impegno nei confronti dell’autonomia locale. In Europa, i funzionari considerano questo impegno fondamentale sia per la governance artica che per le relazioni transatlantiche. Mentre l’UE continua a investire politicamente ed economicamente nella regione, i suoi leader hanno chiarito che l’impegno europeo deve bilanciare gli interessi geopolitici con il rispetto della volontà democratica delle comunità artiche.
















