Consiglio d'Europa, l'Ungheria ripristini la libertà dei media

STRASBURGO - "È arrivato il momento per l'Ungheria di ripristinare le libertà dei media e dei giornalisti". Lo afferma la commissaria dei diritti umani del Consiglio d'Europa, Dunja Mijatovic, in un memorandum in cui sostiene che "il governo ungherese ha, sin dal 2010, sistematicamente indebolito il giornalismo indipendente e professionale, limitando cosi il libero scambio di opinioni".

Una situazione che "si è ulteriormente aggravata nel 2020 con l'introduzione di regole legate allo stato d'emergenza", precisa la commissaria. Mijatovic punta il dito contro due elementi che secondo lei combinandosi hanno eroso la libertà dei media e dei giornalisti, e la libera circolazione delle idee in tutti i settori della società.

Il primo è il "controllo politico dell'autorità di vigilanza dei media", il secondo è la "distorsione del mercato dei media dovuta all'intervento dello Stato", che attraverso "procedure opache" assegna gli introiti pubblicitari in base a criteri politici.

Nel memorandum la commissaria evidenzia inoltre che le decisioni prese negli anni dalle autorità ungheresi hanno condotto a una concentrazione della proprietà dei media e alla graduale scomparsa di quelli indipendenti.

Mijatovic porta come esempio la cessione, nel 2018, di 470 media alla fondazione Kesma il cui obiettivo è di "promuovere attività che mirano a rafforzare la coscienza nazionale ungherese". Per invertire la rotta il commissario raccomanda innanzitutto una revisione delle leggi che regolano il settore dei media perché garantiscano l'indipendenza e la pluralità in seno agli organi di controllo e vigilanza.


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