Pe valuta azione su news a pagamento per Big Tech

BRUXELLES - Il Parlamento europeo valuta con cautela l'introduzione nelle nuove norme Ue sul digitale di un meccanismo in 'stile Australia', richiesto dagli editori europei, per costringere le Big Tech a pagare per la condivisione delle notizie. Prima di introdurre nuove misure, gli eurodeputati sostengono che i governi nazionali dovrebbero applicare la nuova direttiva sul diritto d'autore.

Incalzata dagli eurodeputati della commissione Mercato interno, la vicepresidente dell'esecutivo Ue, Margrethe Vestager, responsabile della stesura del Digital Services Act (Dsa) e del Digital Markets Act (Dma), ha spiegato che il pagamento delle notizie "è una questione che riguarda soprattutto il diritto d'autore".

Una linea condivisa anche dai due eurodeputati responsabili del dossier, Andreas Schwab (Partito Popolare europeo) e Christel Schaldemose (Socialisti e Democratici). "Ora, in generale, non c'è niente da fare" se non attendere che i governi nazionali implementino la nuova direttiva Ue sul diritto d'autore - che entrerà in vigore a giugno -, ha osservato Schwab, ammettendo tuttavia che la questione "va ben oltre il diritto d'autore e lo strano comportamento di un'azienda che mette al bando" le notizie "in un Paese perché non le piace la legislazione". Nella condivisione delle news, "vengono spostate grandi quantità di denaro" e "i diritti dei giornalisti devono essere rispettati", ha sottolineato Schwab, aggiungendo che "l'Australia ha mostrato la strada".


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