L'Ue insiste, Navalny va rilasciato immediatamente

BRUXELLES - "Non commentiamo" la richiesta della pubblica accusa che ha chiesto oggi alla corte di infliggere ad Alexey Navalny una multa di 950.000 rubli nel processo che lo vede accusato di diffamazione. Così Peter Stano il portavoce dell'Alto rappresentante Ue Josep Borrell rispondendo ai giornalisti. Stano ha poi ribadito che "la posizione dell'Ue non è cambiata: ne chiediamo il rilascio immediato".

Mosca, fa sapere il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, spera che la volontà politica di continuare il dialogo con la Russia prevalga nell'Unione europea. "Come sappiamo, il discorso delle sanzioni si è purtroppo acceso sia a Bruxelles che negli Stati Uniti con insistenza maniacale. Questo è ciò che vorremmo non accadesse", ha detto Peskov in risposta alla domanda di Interfax se la Russia fosse preparata per la possibile imposizione di ulteriori sanzioni da parte dell'UE. "Speriamo ancora che la volontà politica di continuare il dialogo prevalga ma, d'altra parte, ogni potenziale minaccia di azioni ostili ci obbliga chiaramente ad essere in costante mobilitazione e pronti per tali eventualità", ha detto Peskov

Navalny è stato arrestato non appena è tornato in Russia dopo un presunto avvelenamento per il quale si sospettano i servizi segreti russi e condannato a due anni e otto mesi di reclusione con l'accusa di aver violato i termini della sospensione condizionale della pena per una condanna del 2014 ritenuta politicamente motivata. Altre inchieste penali pendono sulla sua testa e il caso di diffamazione non è che uno di questi.

Il rivale numero uno di Putin è accusato di aver diffamato un anziano veterano della seconda guerra mondiale per aver definito "traditori" le persone che comparivano in un video filo-Cremlino a favore della riforma costituzionale che ha cancellato il limite di due mandati presidenziali consecutivi per Putin, che potenzialmente potrebbe così restare al Cremlino fino al 2024. Tra le persone presenti nel video c'era appunto un veterano della seconda guerra mondiale di 94 anni. Secondo Navalny, il caso serve alle autorità per metterlo in cattiva luce. In Russia la seconda guerra mondiale è infatti chiamata Grande Guerra Patriottica e offendere i veterani è considerato socialmente inaccettabile.

 


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