Unwto, il turismo è ferito, bisogna ripartire assieme

Il 2020 è stato l'anno peggiore della storia del turismo, una ferita senza precedenti per un settore vitale e resiliente che ogni anno instancabile mieteva nuovi record. E invece il Covid si è spinto dove nemmeno il terrorismo e le Torri Gemelle, lo tsunami e la crisi economica erano riusciti: gli arrivi internazionali in calo del 74% rispetto al 2019 con le destinazioni di tutto il mondo che hanno accolto 1 miliardo di turisti in meno a causa di un calo della domanda senza precedenti e di limitazioni ai viaggi diffuse. Il settore a livello globale ha perso 1.300 miliardi di dollari, un'emorragia di 11 volte maggiore di quella registrata durante la crisi economica globale del 2009. Ne ragiona con l'ANSA Alessandra Priante, prima direttrice e italiana del settore Europa dell'Unwto, l'agenzia che si occupa del turismo mondiale per le Nazioni Unite.

"La situazione - spiega - è iperdrammatica, registriamo un'altissima mortalità specialmente tra le microimprese, ma soprattutto non si riesce a programmare una ripartenza, perché è chiaro che per uscire da questa crisi servono linee, azioni e soluzioni condivise tra tutti i Paesi. Fino a che non ci saranno, non ce la faremo. Abbiamo messo in piedi un comitato di crisi globale sul turismo che si interfaccia continuamente anche tutte le organizzazioni dell'Onu coinvolte dall'Oms a quella del Lavoro (Ilo), tutto il resto del settore privato e ovviamente tutti gli Stati membri. Stiamo aiutando con delle linee guida i vari Paesi anche sulla allocazione del Recovery Fund, su quanto deve pesare il comparto e cosa funziona meglio rispetto ad altro. E abbiamo fatto un prospetto che mette a paragone le varie iniziative prese dagli Stati che speriamo sia utile".

La Priante, laureata alla Bocconi e con una vasta esperienza diplomatica e finanziaria, per l'Unwto lavora a Madrid. "Nella capitale spagnola - racconta - funziona tutto a pieno regime (gli alberghi sono aperti anche con incentivi e il coprifuoco è alle 22 e sarà esteso a mezzanotte) e quindi questa grossa interruzione del turismo, seppur con delle perdite, non si è vista. Si mantengono anche gli appuntamenti di tipo congressuale: ad esempio Fitur la fiera del turismo è a fine maggio e gli spagnoli ci tengono a dire che si terrà comunque. C'è una grande forza nel portare avanti il messaggio non solo della trasversalità di questo settore, ma soprattutto che se non si aiutano le imprese in questo momento, il tasso di mortalità sarà talmente violento che sarà troppo difficile recuperare".

Ma c'è anche la Grecia, altro competitor dell'Italia da prendere come esempio: "Ha fatto e sta facendo passi da gigante. Già quest'estate aveva lavorato con un sistema di intelligenza artificiale per fare un sistema di tracciamento sia dei residenti sia dei turisti (sottoposti a tampone) e ora lo sta utilizzando per fare entrare tutti quelli che sono già vaccinati (il primo con cui hanno stretto accordi è Israele che ha la percentuale più alta di vaccinati). Dobbiamo trovare modi per incentivare la ripartenza e uno di questi è lo scambio di informazioni: se qualcuno è vaccinato o negativo tutti lo devono sapere perché si possa muovere. A questo proposito l'Unwto ha anche alzato il tiro dell'interlocuzione europea, alle nostre riunioni è sempre presente il vicepresidente della commissione europea Margaritis Schinas. Come dice il nostro segretario generale Zurab Pololikashvili con tutti i controlli che si fanno adesso viaggiare, specialmente per via aerea, è uno dei modi più sicuri. La metropolitana per assurdo è molto meno controllata".

Infine nei pensieri della Priante non può mancare l'Italia, vista anche la sua esperienza come capo ufficio delle relazioni internazionali del ministero diretto da Gian Marco Centinaio e anche nella task force che si occupò del passaggio del turismo dalla Cultura all'Agricoltura. "L'Italia, in cui l'Unwto crede molto anche facendo partire da Roma l'operazione di Restart Tourism dopo la prima ondata della pandemia, non deve perdere l'occasione di stare alla pari dei suoi colleghi europei. Quello che sta facendo ora il governo Draghi è un passo molto coraggioso a cui si era già pensato nel 2018. Ora il ministro Massimo Garavaglia si trova davanti un altro momento di transizione, che sarà molto complesso, quello che sarà importante in questa fase sarà destinare una parte adeguata del Recovery Fund al turismo che a questa punto si stacca dalla Cultura. Avrà poi bisogno di dialogare con tutti i colleghi, dal Mef ai Trasporti, dalla Transizione digitale alla Cultura con la visione dall'alto di Mario Draghi, che sicuramente è una carta molto importante in questo momento così difficile". Ma quello che è essenziale e che la Priante augura a Garavaglia è la collaborazione e l'unità di tutti gli operatori: "Tutto il mondo del turismo deve aiutare Garavaglia e non solo chiedere e basta. Se tutti stanno solo a domandare la loro parte e a rivendicare i loro piccoli interessi, non ne usciremo mai. Il ministero del Turismo ora non esiste e va costruito, in questo momento alla direzione generale Turismo ci sono 15 persone. Garavaglia ha davanti un impegno molto più grande di quello che può sembrare e deve sistemare tante cose che non sono state fatte nel passato. Probabilmente questa può essere una grande occasione. Il G20 è pure una grande occasione e aiuteremo, anche come Unwto, Garavaglia affinché questa transizione di governo non tolga all'Italia la grande posizione di centralità che ha presiedendolo".


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