Debutto di Franco a Bruxelles, oggi l'Eurogruppo

BRUXELLES - Sarà un debutto virtuale a Bruxelles per Daniele Franco, che oggi parteciperà al suo primo Eurogruppo da ministro dell'Economia. La riunione si tiene infatti ancora in videoconferenza per i divieti di spostamenti tra Paesi, e quindi non adotterà conclusioni formali, ma sarà l'occasione per mettere a punto un calendario delle discussioni che animeranno il 2021. Il confronto tra i ministri partirà con la priorità numero uno: la situazione economica. Come base di dibattito si utilizzeranno le nuove previsioni della Commissione europea, più ottimiste rispetto all'autunno. Anche se ci si aspetta un primo trimestre ancora difficile, verso metà anno i vaccini e l'allentamento delle misure di contenimento dovrebbero avviare la crescita su un solido percorso di risalita. Per questo i ministri si preparano a scorgere le prime avvisaglie di normalità all'orizzonte, pronti a ricalibrare gli interventi eccezionali di quest'anno. Oggi comincia quindi la discussione su come passare dal sostegno generalizzato all'economia, ancora secondo tutti necessario per diverso tempo, a misure più mirate di aiuto alla ripresa, magari aiutate dai fondi del Recovery. Non è ancora possibile dare una tempistica, perché l'incertezza resta alta. La discussione sul mix di politiche e il loro impatto nel breve e medio termine entrerà nel vivo nei prossimi mesi, mentre oggi ci si limiterà a metterla in calendario. I ministri sono consapevoli che non si potrà ritirare il sostegno dall'oggi al domani, ma vogliono cominciare a riflettere su come staccare il settore privato dal sostegno pubblico. L'intenzione è elaborare insieme un approccio selettivo, perché i diversi settori dell'economia avranno dinamiche di ripresa molto diverse. Anche il regime eccezionale di aiuti di Stato dovrà terminare prima o poi, ma i ministri per ora si attendono una crisi che, anche se recederà verso metà anno, avrà una coda molto lunga, e quindi non si potrà tornare a breve alle regole di prima. Stesso discorso per il Patto di stabilità. Al momento è sospeso fino al 31 dicembre 2021 grazie alla clausola di salvaguardia che scatta in caso di grave recessione per tutta la Ue. Ma se le prospettive economiche migliorano, la discussione su quando riattivarlo non si potrà più rinviare. L'auspicio del commissario Paolo Gentiloni e di alcuni Paesi, è che le regole vengano riviste prima. La revisione era stata avviata e poi sospesa a causa della pandemia, ma è pronta a ripartire in primavera, soprattutto con la spinta di un Governo italiano guidato da Mario Draghi, già fautore della revisione delle regole quando era presidente della Bce.


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