Johnson declassa l'ambasciatore Ue, è polemica

LONDRA - E' polemica sulla trincea del dopo Brexit fra Londra e Bruxelles, ma anche all'interno del Parlamento britannico, a causa della decisione del governo Tory di Boris Johnson di non concedere uno status diplomatico pieno al capo della delegazione Ue nel Regno Unito, il portoghese Joao Vale de Almeida, primo rappresentante dell'Unione in riva al Tamigi da quando il divorzio è entrato in vigore definitivamente. La scelta - che priva de Almeida e il suo staff dell'immunità penale o dei benefici dell'esenzione fiscale secondo le tutele previste dalla Convenzione di Vienna - è stata giustificata con il fatto che il Foreign Office non concede uno status diplomatico pieno ai rappresentanti di nessuna organizzazione internazionale, come avviene invece per chi rappresenta gli Stati, incluse ambasciate e consolati di tutti e 27 i Paesi dell'Ue.

Bruxelles, tuttavia, ha richiamato "l'equiparazione" come una consuetudine ormai stabilita da anni ovunque ci siano sue rappresentanze e ha ricordato come essa sia rivendicata pure dal Trattato di Lisbona, sottoscritto dai membri del club europeo quando Londra ne faceva parte, e come "nulla sia cambiato" da allora. Contro lo 'sgarbo' di Johnson si sono levate inoltre in patria le voci furiose di lord Andrew Adonis, ex ministro laburista anti-brexiteer, o di Tobias Ellwood, deputato Tory moderato e presidente della commissione Difesa ai Comuni, uno dei residui fedelissimi della ex premier Theresa May, che ha definito questo comportamento "semplicemente meschino". Mentre il nuovo presidente americano Joe Biden s'impegna a rilanciare le relazioni fra alleati, "noi - ha tuonato oggi Ellwood - ci esibiamo in uno stupido dispetto che non ci aiuta a rafforzare la sicurezza né la cooperazione commerciale. Il Regno Unito deve essere meglio di così".


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