Recovery: l'Ue studia una soluzione ponte per il 2021

BRUXELLES - Se non ci sarà l'accordo a 27 su Next Generation EU e Recovery fund al vertice europeo del 10 e 11 dicembre potrebbe esserci una soluzione 'tecnica' per far partire il bilancio a 25, cioè escludendo Polonia e Ungheria aggirando così il loro veto. Almeno per il 2021. Secondo quanto riferiscono fonti europee, la Commissione Ue si sta preparando al cosiddetto 'esercizio provvisorio' di bilancio, cioè la gestione delle spesa europea fatta anno per anno, in mancanza della programmazione del settennato che è ancora ostaggio dei veti di Varsavia e Budapest.

L'esercizio provvisorio replica le spese del 2020, quindi non ci sarebbe spazio per i nuovi programmi del Next Generation EU, bensì soltanto un rifinanziamento di quelli esistenti. Ma l'esercizio provvisorio prevede che la Commissione presenti una nuova proposta di spesa per il 2021, e che gli Stati la approvino, stavolta a maggioranza qualificata e non all'unanimità che invece richiede il bilancio pluriennale.

I 25 Stati favorevoli al Recovery potrebbero quindi decidere di aumentare l'headroom (una voce teorica del bilancio grazie alla quale la Commissione andrà sul mercato a raccogliere fondi, garantiti a tutti gli effetti dal bilancio comune) usando garanzie dirette dai propri bilanci invece del bilancio comunitario. In questo modo, i piani per il 2021 potrebbero comunque consentire l'avvio del Recovery fund, permettendo alla Commissione di andare sui mercati a emettere titoli per finanziarlo. Se quindi le sovvenzioni a fondo perduto per il 2021 potrebbero essere salve (ma resta da vedere in che ammontare, perché verrebbero meno i contributi di Polonia e Ungheria alle risorse proprie) il bilancio provvisorio ha comunque delle controindicazioni sui programmi specifici che perderebbero almeno 25-30 miliardi di euro, e i fondi di coesione avrebbero molti ritardi. 


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