Del Toro, set con Blanchett come una sala operatoria

Realizzare un film durante l'emergenza pandemia è come "girare in una grande sala 'operatoria'. Devi essere sterile, avere di tutti le condizioni 'cliniche' ma allo stesso tempo devi far ripartire il carnevale". Così Guillermo del Toro descrive la ripresa della lavorazione del suo nuovo thriler psicologico, Nightmare Alley, che ha per protagonisti Bradley Cooper, Cate Blanchett e Rooney Mara. Il cineasta messicano, plurivincitore di Oscar ne ha parlato nel panel di cui è stato protagonista con Scott Cooper (regista di uno thriller horror più attesi della prossima stagione, Antlers, che Del Toro ha prodotto) a Comic-con@home, la serie di eventi online, tra cinema, fumetti e tv organizzata dalla grande kermesse californiana del Comic-Con, che per il coronavirus ha dovuto annullare l'edizione 'in presenza'. Girare al tempo del Coronavirus "rende tutto diverso, anche il modo in cui organizzi le comparse sul set e come le ingaggi. Normalmente lo fai giornalmente, ora invece vanno ingaggiati per molte settimane, anche se magari molti giorni non hanno scene". Lo si fa "per evitare che vadano a girare, nelle loro pause di lavorazione, altri film e poi debbano stare in quarantena prima di poter tornare sul tuo set. Devono essere 'monogami' con il progetto". Ci sono dozzine "di pagine di precauzioni da considerare. Penso che tutto questo durerà mesi e che la lavorazione comunque sarà interessante. Per me fare film consiste nell'estrarre bellezza delle avversità". Basato sul romanzo del 1946 di William Lindsay Gresham, Nightmare Alley ha per protagonista Stan ( Cooper), truffatore che fa squadra con una psichiatra (Blanchett) per convincere le persone ad affidargli i propri soldi. "E' una benedizione incredibile avere questo cast - aggiunge il regista - ma dobbiamo continuamente fare diversi programmi (di riprese) perché tutti loro sono molto richiesti e vanno conciliati gli altri loro impegni". Tuttavia, "secondo me per ogni problema in ogni film c'è una soluzione gradevole. A volte non è facile vederla ma penso che abbiamo trovato la chiave per riuscire a far funzionare tutto". Del Toro paragona la preparazione di un film alla preparazione del lancio "di una navetta spaziale. Per quanto tu sia scrupoloso al momento del conto alla rovescia ti prende sempre il terrore che tutto esploda, ed è una sensazione che ti resta per un po' di tempo". Antlers (la cui uscita, prevista lo scorso aprile, è saltata per la pandemia, ed è stata riprogrammata per il 19 febbraio 2021) ha come protagonista Keri Russell (The Americans) e rilegge in una storia contemporanea il wendigo, figura demoniaca che appartiene alla mitologia dei Nativi Americani. "E' considerato uno spirito che riflette la vendetta contro il genere umano che abusa della natura - dice Cooper, già regista di film come Crazy Heart e Hostiles -. Noi certamente lo facciamo, abusando di madre Terra, come continuiamo ad abusare dei nativi Americani, o delle droghe". L'obiettivo di Cooper era che fosse un film "sconcertante, con un elemento umano ed emotivo molto forte ma anche terrificante". Una componente "che ho amato del mito del wendigo - spiega Del Toro - è che più desidera più diventa insaziabile e più desidera più diventa debole. Mi sembra una metafora perfetta dell'insaziabilità che c'è oggi e della privazione permanente di tutto ciò in cui crediamo". Il cineasta messicano si è soffermato anche sulla sua passione infinita per ogni genere di cinema: "Disney, Hitchcock e Bunuel sono i registi che contano di più per me - sottolinea - e oggi considero i fratelli Coen i migliori filmmaker viventi. Sono storyteller superbi e hanno in loro molto mistero".


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