Ue si dota di strategia per la sicurezza 2020-2025

BRUXELLES - "Abbiamo messo a punto una nuova strategia per il periodo 2020-2025, per creare un vero ecosistema della sicurezza nell'Ue. Il piano si concentra su tutte le aree dove l'Unione può fare la differenza, dalla protezione delle infrastrutture critiche al cybercrime, al contrasto delle minacce ibride (come la disinformazione)". Lo ha annunciato il vicepresidente della Commissione europea, Margaritis Schinas, in una conferenza stampa con la commissaria Ylva Johansson, presentando le prime iniziative di contrasto agli abusi sessuali sui minori, il traffico di droga e quello di armi.

Il traffico di droga continua a rappresentare la principale fonte di approvvigionamento per i circa 5000 gruppi criminali organizzati stimati in Europa, per un giro di affari da una trentina di miliardi di euro l'anno. Per questo motivo uno dei primi passi della Strategia Ue 2020-2025 sulla sicurezza prevede misure potenziate per tutti gli aspetti del traffico illecito di stupefacenti, compresa la prevenzione. Tra le prime azioni, anche la lotta al traffico d'armi, con una revisione dell'attuale cornice legale sul sequestro dei beni di proprietà dei criminali, ed il contrasto alla violenza sessuale sui minori.

Centrale nella strategia anche la lotta agli abusi sui minori. Si stima che un bambino su cinque, in Europa, sia vittima di una qualche forma di violenza sessuale, e che la crisi del coronavirus abbia contribuito ad aggravare la situazione per molti minori, che convivono con i propri aguzzini. Inoltre, le segnalazioni di abusi sessuali sui minori online sono salite in modo esponenziale, da 23.000 nel 2010 a oltre 725.000 nel 2019, e secondo Europol, durante la pandemia c'è stato un aumento nella condivisione di immagini online. A fronte di questi dati, il vicepresidente della Commissione europea Margaritis Schinas e la commissaria agli Affari Interni Ylva Johansson, hanno annunciato anche la possibile creazione di un nuovo Centro europeo di lotta all'abuso sessuale di minori.  Il centro dovrebbe basarsi sulle migliori pratiche già esistenti nel mondo, come quella del National Center for Missing and Exploited Children negli Stati Uniti, per ricevere segnalazioni, sostenere la prevenzione e aiutare le vittime.


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