Gasperini, Milan avversario più difficile del momento

"In una settimana si chiude il campionato: il Milan dopo la ripresa è la squadra che con noi ha fatto più punti, è l'avversario più difficile del momento". Gian Piero Gasperini, allenatore dell'Atalanta, illustra alla vigilia il significato del match coi rossoneri, terzultimo impegno prima di Parma e Inter. "E' forse la squadra più in forma del momento, quindi sono un test importante anche per la Champions in uno stadio prestigioso in cui ci sentiamo a casa per averci giocato la coppa quest'anno - continua il tecnico nerazzurro -. Siamo al secondo posto e per noi sarebbe un grandissimo risultato, anche se per qualcuno i secondi sono i primi dei perdenti, perché al massimo avevamo raggiunto il terzo l'anno scorso". Djimsiti, Palomino e Zapata sembrano pronti: "Col Bologna abbiamo sofferto alcune contusioni, ma credo siano recuperate", rimarca gasperini. Poco prima di Milan-Atalanta, venerdì sera, ci sarà anche la finale di Coppa di Francia tra gli avversari ai quarti di Champions il 12 agosto a Lisbona e il Saint Etienne: "Il Paris Saint-Germain lo conosciamo, ha giocatori tra i migliori al mondo e sono anni che domina in Francia. Forse c'è stata troppa euforia da parte di qualcuno per il sorteggio: l'affronteremo comunque con le nostre armi". 

Pioli ora guarda a futuro Milan, serve continuità - L'entusiasmo è difficile da contenere, e cominciare a pensare oltre agosto è inevitabile. Ma Stefano Pioli, dopo aver firmato il contratto che prolunga il suo orizzonte con il Milan fino al 2022, ha fatto di tutto per mostrarsi placido come nelle ultime tormentate settimane in cui sembrava invece avvicinarsi il capolinea. "Sto facendo fatica a non pensarci, è quello che desideravo e speravo, quindi sono molto felice - ha ammesso nella conferenza stampa alla vigilia della sfida con l'Atalanta -. Però abbiamo una partita delicata, molto importante per il nostro presente e futuro, come saranno poi le ultime con Sampdoria e Cagliari: devo rimanere concentrato su questa stagione. Poi avrò il tempo per pensare alla prossima e alla soddisfazione di essere stato confermato allenatore del Milan". Davanti al disastroso 5-0 subito sette mesi fa a Bergamo, l'ad Ivan Gazidis aveva deciso di valutare altre opzioni, individuando in Ralf Rangnick il manager ideale a cui affidare l'ennesima rivoluzione rossonera della storia recente. Poi, però, è arrivato Zlatan Ibrahimovic e, nel corso di un'annata stravolta dal Covid, Pioli ha fatto decollare la squadra, con un exploit dopo il lockdown. Fino a conquistare la conferma, con un aumento di stipendio a 2 milioni a stagione, più i bonus relativi ai risultati, incluso anche quello in caso di scudetto. Così è inevitabile cominciare a pensare al futuro e alle sue incognite, a partire dal destino di Ibrahimovic. Pioli dirà alla società cosa ne pensa. In pubblico, si è limitato a sottolineare che il contributo del trentottenne svedese "è stato eccezionale, dal punto di vista tecnico, motivazionale, caratteriale e quindi bisogna capire se c'è la possibilità, la voglia di continuare.

   


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