Sassoli, bene decisione Consiglio, inizia discussione con Pe

BRUXELLES - "Noi abbiamo salutato con soddisfazione la decisione al consiglio: era bene che si arrivasse ad un accordo per cominciare a discutere fra le istituzioni degli strumenti che sono stati messi in campo e soprattutto quelli che sono stati confermati. Noi avevamo detto che sul piano di ripresa non dovevamo abbassare la soglia dei 750 miliardi e questo è un risultato che consideriamo molto importante". Lo ha detto il presidente del parlamento Ue David Sassoli in conferenza stampa.

"Ci piacciano le riunioni in cui i capi di stato e di governo discutono, faticano a trovare una soluzione perché questo è lo spirito della democrazia", ha detto. "Nelle conclusioni del Consiglio vediamo con soddisfazione alle risorse che sono sul tavolo e alla necessità di una associazione del parlamento alla governance del Recovery fund - ha precisato -. Per quanto riguarda le risorse proprie vediamo con interesse e soddisfazione ad un'impegno ad una introduzione rapida di nuove risorse proprie e ad aumento del tetto di quelle esistenti. Naturalmente su questo vogliamo un calendario preciso di introduzione di almeno due risorse proprie per il 2021 e altre calendarizzate nel percorso del processo".

La "terza questione questione riguarda il bilancio pluriennale Ue" sul quale "noi vogliamo che si apra una negoziazione con il Parlamento Ue", ha indicato Sassoli. "La proposta è sul tavolo ma noi vogliamo migliorarla concentrandoci nel dare risposte a quelli che per noi sono dei tagli ingiustificabili: se vogliamo scommettere sulle giovani generazioni non possiamo tagliare le risorse del bilancio per la ricerca, sui giovani, Erasmus e non possiamo tagliare" neanche i "fondi per la migrazione e l'asilo".

"Rispetto alle conclusioni del Consiglio e al processo che si sta avviando, alla necessità di migliorare alcuni strumenti come il bilancio nazionale, mi sembra che il punto di vista nazionalista sia davvero marginale". Così il presidente del Parlamento europeo David Sassoli ad una domanda dei giornalisti sui nazionalisti rispetto alle conclusioni del consiglio europeo sul Recovery fund e sul bilancio pluriennale finanziario. "Non mi sembra interessante per cercare di dare una risposta alle difficoltà dei cittadini e delle imprese e alla voglia di rafforzare il mercato europeo che è la cosa più preziosa che abbiamo e credo che la responsabilità dei governi sia stata all'altezza di queste sfide", ha aggiunto.

"Penso che già questo primo anno di legislatura europea abbia dato la sensazione a tutti i cittadini che senza un'Europa forte tutti sono più esposti non solo ai venti della crisi ma anche alle intemperie che arrivano dal mondo globale - ha aggiunto Sassoli -. C'è una lezione del Covid che dice che tutti siamo esposti e quindi dobbiamo rafforzarci". Sassoli si è chiesto poi se "un paese può rafforzarsi contro un altro" precisando che "sarebbe inutile" in quanto "dobbiamo rafforzarci tutti insieme" e "credo che le istituzioni europee stiano facendo questo sforzo". "Nel mese di marzo quando è iniziato il Covid, i bond erano un tabu, la risposta comune era un tabù e sul debito comune addirittura era inutile parlarne. Noi ci abbiamo creduto ed insieme agli altri gruppi politici, alle altre istituzioni oggi non sono più un tabù, ma la normalità", ha sottolineato. "Un'Europa più forte aiuta le imprese e i cittadini ad essere più forti, e in fondo stiamo creando una assicurazione sulla vita di tutti i paesi".


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