Montanari, tra Rossini e Lehar per Opera Roma

"Devo mettere insieme un po' di cocci, come si dice dalle mie parti. Tra mezz'ora proviamo la Vedova Allegra, poi il Barbiere. Speriamo di non fare confusione. Finora non mi è mai capitato, neanche con la trilogia di Da Ponte e Mozart: cominciare con Il Don Giovanni e finire dentro il Le nozze di Figaro". Per anni lo hanno chiamato il "Maestro dall'anima rock", appuntando ogni dettaglio dei suoi look, dall'orecchino ai pantaloni in pelle. Ma l'anima rock, per così dire, il Maestro Stefano Montanari - classe 1969, romagnolo, direttore d'orchestra, violinista e motociclista, nominato ai Grammy Awards per O Solitude con Andreas Scholl ed esperto di musica barocca, amante del jazz e dei Pink Floyd, dalla Civica scuola di musica Abbado conteso dai teatri di tutto il mondo - la rivela ancora di più chiacchierando, tra una prova e l'altra, passando con disinvoltura dal racconto dei "mille colori delle partiture di Rossini" ai giorni bui dell'emergenza Covid fino a "Laura Pausini, che è mia conterranea". Dopo il tutto esaurito del Rigoletto di Verdi diretto da Daniele Gatti, sarà lui a salire domani sul podio del Teatro dell'Opera di Roma al Circo Massimo per il secondo titolo della stagione estiva: Il barbiere di Siviglia, la più popolare delle opere di Gioachino Rossini, eseguita in forma di concerto con Montanari alla guida dell'Orchestra dell'Opera di Roma e al clavicembalo. E con un pubblico d'eccezione alla prima, con 400 posti riservati per il personale sanitario in prima linea contro l'epidemia (sette repliche fino al 13 agosto). Protagonisti, sul progetto visivo a cura di Gianluigi Toccafondo, il barbiere con la voce di Davide Luciano, mentre Giorgio Misseri è il Conte d'Almaviva, Chiara Amarù e Miriam Albano si alterneranno nel ruolo di Rosina. E poi ancora, Marco Filippo Romano (Don Bartolo), Nicola Ulivieri (Don Basilio), Francesca Benitez (Berta) e Alessandro Della Morte (Fiorello), giovane talento dalla Fabbric - Young Artist Program dell'Opera di Roma. Per Montanari, bis con la Vedova allegra di Franz Lehar, dal 31 luglio. "Noi italiani siamo poco abituati ad ascoltare le opere in versione concerto. All'estero capita più spesso, ad esempio nei festival di musica antica. Qui, se manca la scenografia andiamo, un po' in ansia - sorride il Maestro, parlando con l'ANSA - Ci verranno in aiuto le immagini sul grande schermo. Il vero problema è per i cantanti, che per le nuove disposizioni devono rimanere distanti, uscire separati. Anche le prove in teatro al chiuso sono difficilissime con il coro sparso nella balconata. Penso anche all'autunno, quando non si potrà andare in scena all'aperto. Ma, come ripeto ai miei colleghi musicisti, dobbiamo abituarci. Inutile lamentarsi o combattere quel che non si può. Io - racconta - abito a Nembro, proprio nell'epicentro della zona più colpita dal virus. Quando è scoppiato il lockdown ero in Germania e un po' ci prendevano in giro a noi italiani. Pensavano fossimo esagerati. Ma a tutti quelli che oggi mettono in dubbio, ai complottisti, dico di tacere. Ho visto cose nella mia terra tra marzo e aprile che non avete idea. Mai avrei pensato saremmo potuti ripartire così presto. Oggi mi preoccupa il dopo, quello che accadrà da ottobre, che si perdano energie per programmare il futuro". Poi si torna alle partiture e a Rossini. "Dicono che metto sempre a dura prova l'orchestra - ammette - Ma come diceva il Maestro ai musicisti di Vienna che si lamentavano: non preoccupatevi è solo un effetto. Amo Rossini proprio perché non è solo rapido, è brioso, vivo, pieno di colori e sfumature. Della Vedova Allegra, invece, sono i passaggi più languidi e romantici, le sfumature delicate quelle che prediligo". Ma dopo tanti anni, che effetto fa al Maestro Montanari tanta attenzione al suo look? "La verità - risponde - è che in uniforme sto malissimo, anche se per tanti anni ho portato completi scuri. Ma l'abito non fa il monaco. Vesto come mi piace, senza offesa per nessuno, nel rispetto delle situazioni. Ormai mi conoscete. Poi un giorno, chissà, stupirò tutti, presentandomi con frac bellissimo. E il mondo cambierà di nuovo".


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