Dl Rilancio: governo pone questione fiducia al Senato

Il governo ha chiesto il voto di fiducia sul decreto Rilancio in Aula al Senato. Ad annunciarlo in aula è stato il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D'Incà. Il testo è stato approvato dalla Camera il 9 luglio.

Il provvedimento ha messo in campo interventi da 55 miliardi di euro per limitare l'impatto ecnomico su imprese, partite Iva, dipendenti, famiglie e terzo settore. Fra le misure originarie: i contributi a fondo perduto per le aziende, lo stop ai pagamenti dell'Irap, il Reddito di emergenza, l'innalzamento da 600 euro a 1200 del bonus baby sitter. Il passaggio alla Camera ha portato una serie di novità, come l'allargamento alle seconde case del superbonus al 110%, gli incentivi per l'acquisto di auto Euro 6, l'aumento dei fondi destinati alle scuole paritarie, lo slittamento di un mese dei congedi per i genitori, l'anticipo della cig prevista per l'autunno. Non c'è da aspettasi altre modifiche: il testo arriverà blindato a Palazzo Madama. Nel giorno del giro di boa del Dl Rilancio a Montecitorio, l'Ue ha dato il via libera allo schema da 6,2 miliardi di euro per sostenere le piccole imprese e gli autonomi, con le sovvenzioni dirette.

LE MISURE
   


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